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Tuesday, June 27, 2017 ..:: La Dislessia » La dislessia di Arianna ::.. Register  Login
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La dislessia di mia nipote Arianna

 

 Quando mia nipote aveva solo quattro o cinque anni, giocando con il computer con la piccola sulle ginocchia, vedevo che era in grado di riconoscere il suo nome o la parola mamma sullo schermo del computer; però non capivo perché confondeva la “p” e la “q” oppure la “b” e la “d”; non capivo perché associasse alla mamma sia la lettera “m” di mamma, che la lettera “c” dell’iniziale del nome della mamma. Il perché l’abbiamo capito quando è stato diagnosticato il disturbo di apprendimento; la mancanza dell’automatismo che permette di associare un carattere alfabetico al suo significato fonetico nel contesto della parola. Riconosceva, ed era in grado di scrivere con il computer, il suo nome, ma come una semplice sequenza di simboli che era in grado di ricordare, ma senza l’automatismo presente nella maggior parte delle persone di associare ai vari caratteri il valore fonetico da utilizzare nella composizione di altre parole. La sequenza di caratteri riportati qui a fianco ha un significato ovvio: sono una "b" una "d" una "p" e una "q". Ovvio, ma non per tutti, perché in realtà questi diversi caratteri alfabetici sono ottenuti utilizzando lo stesso "simbolo grafico", diversamente ruotato nella spazio bidimensionale costituito dal foglio di carta, come è meglio dimostrato dallo schema completo riportato qui a fianco, dove si vede chiaramente che la "d" viene formata utilizzando lo stesso simbolo della "b" ruotato orizzontalmente; mentre per la "p" lo stesso simbolo viene ruotato verticalmente, ed infine la "q" è una "p" ruotata orizzontalmente. La chiave rappresentata in posizioni diverse nella stessa figura vuole evidenziare il concetto che un oggetto (in questo caso una chiave) rimane lo stesso oggetto indipendentemente dalla posizione che questo oggetto assume nella spazio. Uno degli aspetti fondamentali dello sviluppo delle capacità cognitive da parte del bambino è rappresentato dalla capacità di riconoscere le forme degli oggetti e dell'ambiente ad iniziare dal volto della madre. Nel dislessico questa capacità di riconoscere e memorizzare la forma degli oggetti è particolarmente sviluppata, tanto da privilegiare la forma rispetto alla sua posizione nello spazio. Questa grande capacità si traduce in difficoltà quando, come nel caso della scrittura, cambia il significato fonetico di un simbolo a seconda della sua posizione, come nel caso delle lettere citate.

Ecco perché mia nipote confondeva sistematicamente la "b" e la "d", e la "p" e la "q", sia nella lettura, con la conseguente difficoltà di cogliere il significato della parola, e quindi della frase, che poi successivamente anche nella scrittura.

 


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Dott. Graziano Ferrini
Fisioterapista
Trattamento di
Riabilitazione post operatoria e post traumatica
Assistenza domiciliare

 

Tel. 02-9818568 - 348-0500679

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